Tuesday, September 23, 2008

Ammainabandiera

Francamente questa storia di Alitalia meriterebbe di sprofondare nel silenzio che deve accogliere le proposte troppo disprezzabili per considerarle degne di attenzione. Tuttavia, visto che la norma non appartiene alla realta' del Paese, parliamone.

L'attuale presidente del consiglio ha, durante le trattative di vendita ad Air France, turbato il libero accordo tra le parti dicendo che c'era una cordata di imprenditori italiani pronti a rilevare Alitalia a condizioni molto migliori di quelle di Air France, giudicate indegne ed accusando il Governo Prodi di svendere la sacra Compagnia di Bandiera. Tutto falso ma e' bastato ai sindacati per tirarsi indietro e ai francesi per ritornare sulle proprie posizioni di "aspettiamo il prossimo governo".

Nel frattempo ha scucito 300 mln di euro al governo uscenteper far tirare a campare ancora un po' la "compagnia di bandiera", in attesa di prendere le redini.

Eletto presidente, la cordata e' scomparsa per ritornare minacciosa ad agosto: la Compagnia Aerea Italiana. Formatasi (nell'oscurita' opaca del nostro sistema finanziario dominato dal conflitto di interessi) da un gruppo di finanzieri, speculatori e palazzinari che nulla sanno di aviazione, il suo unico obbiettivo e' ottenere il favore del potente di turno per ottenere gli appalti di Milano Expo 2015.

Questi signori hanno ottenuto che i debiti se li accolli la collettivita' e che loro possano agire in termini di monopolio sulle tratte nazionali, forzando i lavoratori ad accettari abbondanti decurtazioni sugli stipendi e cosucce come il 25% dell'organico piloti soggetto ad essere rimpiazzato da piu' economici colleghi stranieri. O cosi' o fallimento.

Aggiungiamo che Airone si fonderebbe con Alitalia portando una ricca dote aggiuntiva di 1 Mld di euro di debiti

Dovremmo essere felici di liberarci di questo carrozzone ma il circo mediatico invece prentende che invece noi si debba tifare per la vittoria di un nuovo monopolista privato che possa spennare la collettivita' per il suo vantaggio.

Francamente e' un po' troppo, persino per noi che siamo abituati ad un meno peggio sempre peggiore.

1 comment:

Raffaele said...

Non concordo dott. Scalas. Il libero mercato non esiste in questo settore. Air France, Lufthansa, Iberia e British Airways hanno tutte nei loro rispettivi paesi percentuali di mercato che vanno dal 70% in su. Alitalia nel nostro paese non arriva nemmeno al 50%. Quindi nella nostra bella Italia c'è più concorrenza che in Francia, Germania, Spagna ed Inghilterra per quanto concerne il trasporto aereo civile.

Detto questo, io concordo con il piano di governo e concordo con il fatto che sia la collettività a ripianare i debiti. Tempo fa soluzioni simili sono state adottate anche per Alfa Romeo e FIAT, aziende che oggi vanno più che bene nel mercato internazionale. Non sono tante le grandi aziende italiane; se le svendiamo ad aziende estere, non ci resta più nulla. Il risanamento da parte della collettività ha funzionato per FIAT, può funzionare anche per Alitalia.

Avrei preferito vederla fallire piuttosto che in mano ad Air France. Sai che il piano francese prevedeva la completa eliminazione di tutte le tratte intercontinentali, che sarebbero passate tutte dalla Francia? Non è accettabile questo.