Sunday, November 10, 2013

Dopo qualche anno ...


"Tutto cambia affinchè nulla cambi."

Saturday, May 28, 2011

ICEFaces redux

Ok, I've just started to take a look back at JSF (ICEFaces 1.8, to be precise): this means also using JSF 1.1/1.2 instead of the more recent JSF 2.0 (which is supported in ICEFaces 2.0). Why? Just corporate legacy mindset ;)

I used ICEFaces 1.7 with JBoss SEAM 2.1 and I still feel the pain: why not using RichFaces instead of ICEFaces? Corporate decision-making is out of my sight :| Ok, since now it is a must for me to understand it right, I've decided to take an easy-going approach: just beginning with the site tutorials and then take small steps with my own modifications.

Ok, let's get started. Downloaded ICEFaces 1.8.2 from the site and deployed my tutorial WAR (timezone #1) into my local tomcat 6.0.32. Bam!


"ICEFaces is back" has been my first thought but kept on trying with the other tutorials which, fortunately, did work so I could continue.

The first thing I noticed with just clean JSF 1.2 is the lack of any dependency injection and/or interceptor feature: just a plain faces-contex.xml file where to put your page beans.

Having appreciated the benefits of the Spring Framework, I just switched my focus to make Spring publish the application context's beans as JSF managed beans. The documentation provided the tips, so ... did I just put the spring jars within the tutorial example and run it? Of course not! Since I've also appreciated maven, I also mavenized the project: this has proved to be really easy (just searching the dependencies over google in order to add them to my pom.xml file).

To cut it short, I've modified the web.xml in order to introduce Spring specifics configurations inside it (just like any other Spring web application out there):



Then I modified the faces-config.xml according to the Spring documentation in order to introduces Spring JSF Expression Language (EL) resolver:



Noted the lack of any managed bean definition, eh?

Finally I created a simple application-context.xml file which defines the bean used in the example (which, being created by Spring bean factory, means that it will benefit of dependency injection and AOP like security, transactions and so on):



Ok, next step is to make it cooler by using annotations and see how Spring controllers can fit within it. Ah, and also taking a look at how AJAX works with JSF/ICEFaces/Spring.

Monday, January 24, 2011

Una nuova (alta) definizione



Niente politica, in questo primo post del 2011: giusto un'occasione per condividere il risultato finale di una serie di peripezie.

Tutto ha origine nella mia necessità di cambiare la scheda video corrente, una Radeon HD 4850 (tutto falso: è solo per fare lo sborone con le braccine corte) con una nuova. Dopo qualche settimana di analisi (fuffamento su internet) alla ricerca della migliore soluzione tra NVidia e AMD per il mio portafogli, ho optato per la Radeon HD 6950: ordinata a fine dicembre è arrivata il 5 gennaio.

Quindi prima notizia: oggi sono finalmente riuscito a montarla nel case del mio PC. E nel frattempo? Nell'ordine:
  1. mancanza del cavo a 6-pin per PCI-Express (la 6950 vuole ben due cavi a 6 pin contro uno solo del vecchio modello). Ovviamente dove mi trovo non ho sottomano il cavo e sembra un'impresa trovarlo qui a Bari: ho dovuto aspettare di tornare a Brindisi per procurarmelo (parte della dotazione del mio alimentatore modulare Zalmag).
  2. Avuto finalmente il cavo, nel momento di montarlo ho scoperto che per pochi millimetri la scheda video non entrava nel case (urtava sul telaio interno in metallo per il montaggio degli hard disk). Il gigante infatti, oltre a pesare 1,5 Kg è pure lungo quasi 39 cm: quindi attenti!
  3. Oggi finalmente mi sono procurato il seghetto per metalli e ... giù di nobile lavoro manuale. In una quarantina di minuti ho praticato un taglio sufficiente a piegare la staffa di quei 5-10 gradi sufficienti a inserire il molosso elettronico.
Quindi, in conclusione, a quasi un mese dall'ordine sono riuscito a montare il tutto e questo è il primo post scritto per l'occasione. Provato Mass Effect 2 alla massima risoluzione e pare andare. Ora scusate ma ho da completare una serie di test approfonditi :D

Update: giusto per la cronaca ecco come si è ridotto il seghetto alla fine.

Tuesday, February 17, 2009

L'ultima vittoria di Walterloo

Esultate tutti! Finalmente il portatore di dialogo a tutti i costi (pagati da terzi, ovviamente) ha finalmente deciso, dopo l'ennesima sconfitta, di dimettersi. Alcuni direbbero che finalmente il PD ha trovato modo di purgarsi. La vittoria in Sardegna è stata una vera vittoria di Silvio e una disfatta per il PD: lo stesso distacco (circa 9 punti) delle elezioni nazionali nel 2008 si è confermato in Sardegna. Sino a qui i fatti.

Premesso che ritengo che la Sardegna si avvii ad una nuova epoca di cementificazione e colonizzazione (periodo di Progresso & Benessere secondo alcuni), quello che vorrei ricordare con queste righe è che ancora una volta la colpa l'establishment politico dice che Walterloo ha perso a causa dell'antiberlusconismo continuo (di cui gli Italiani sono, ovviamente, stufi) e che avrebbe invece avrebbe dovuto continuato a dialogare con la maggioranza. Tradotto, significa che avrebbe dovuto contiuare a fare il palo mentre la banda scassinava le istituzioni. Non, quindi, perchè la tensione morale si è allentata e l'opposizione alle leggi vergogna ed anti-costituzionali sia mancata ma proprio per non essere stato abbastanza supino.

Dal mio punto di vista invece Walter ha peccato d'essere supino su tutti gli argomenti della questione morale e etica (vedi l'infamia del lodo alfano), di non aver fatto opposizione spietata affondando fendenti perchè le bassezze di questo Governo sono tanto palesi che qualunque partito di opposizione avrebbe avuto buon gioco presso l'opinione pubblica denunciandole, perchè in tempi di crisi si cercano soluzioni condivise per il bene del Paese e non per immunizzare la casta. 

Ma soprattutto perchè 
  1. non ha provveduto a selezionare il gruppo dirigente, limitandosi a comporre i gruppi dirigenti di DS e Margherita, gelosi l'uno dell'altro;
  2. non punendo gli incapaci come Bassolino e Iervolino ma anzi dandogli fiducia (e quindi rendendosi corresponsabile) o gli infami come Latorre (quello dei pizzini davanti alle telecamere a favore di Bocchino (PDL) messo in difficoltà da Donadi (IdV));
  3. aver impedito l'ingresso di forze nuove e non inquadrabili nel partito (ricordate la candidatura di Rita Borsellino in Sicilia stroncata a favore invece della insipida e aliena Finocchiaro)? 
  4. ha confuso (voglio essere magnanimo e ingenuo) l'unità nel momento di crisi con la collusione a favore della casta disaffezionando gli elettori riformisti (fossero militanti ex-comunisti o ex-democristiani o radicali o altro).
Insomma, ha lasciato che la creatura nata male dalla sconfitta del 2008 (quindi già sventurata) andasse in cancrena e tutto per un equivoco senso di "pacatezza e dialogo": ossia non ha saputo interpretare le aspirazioni della sua naturale fetta di elettorato, scontentandolo e disaffezionandolo, e senza nemmeno ottenere consensi tra i potenziali elettori PDL. In altre parole un suicidio.

Che Veltroni sia stato incapace anche di essere un buon servo di Silvio & C. anche in questo non lo ritengo improbabile ma mi piace pensare che nemmeno lui sia riuscito a scendere così in basso. Per quanto riguarda il PD, ho sempre avuto dei dubbi sulla fattibilità di un simile ibrido cattolico-progressista-socialdemocratico-comunista: la recenti vicende sul testamento biologico che lo ha spaccato ne sono stata l'ennesima dimostrazione. Secondo me è semplicemente un equivoco che non trova giustificazione soltanto nell'eredità dei nostalgici di Aldo Moro: in nessun paese al mondo potrebbe esistere un partito dove individui che ritengono che la vita sia un fatto di libertà individuale nel rispetto delle leggi e individui dove la legge degli Uomini è una formalizzazione di leggi divine verso cui l'Uomo deve solo piegarsi

Quale idea di società futura, di economia futura, di mondo futuro possono condividere e quindi candidarsi alle elezioni per indicare una strada da seguire? O si pensa che la politica possa o debba occuparsi di altro? Magari di emergenze dovute alla sua stessa inazione?

Delle due l'una: o questi politici sono degli incapaci o sono in malafede. O sono Walter o sono Silvio. Del primo ci siamo liberati (ma non ancora del gruppo dirigente). Adesso dovremmo puntare al secondo, sempre che si riesca a scuotersi dall'apatia dell'ineluttabile..

Thursday, February 12, 2009

Del valore dell'educare a dire la verità


Non che il tipo meriti considerazione visto che oramai il metodo dovremmo conoscerlo: Beppe Grillo lo ha riassunto in un suo post con l'evocativo titolo di strategia del puttaniere. Quello che voglio sottolinerare è il servilismo dei media che veramente rasenta l'incredibile quasi al livello del dialoghismo ad ogni costi del PD. In sintesi: il tizio ha detto che la Costituzione è da cambiare perchè sovietica e perchè è ridicolo che il Governo non possa varare decreti palesemente incostituzionali senza rendere conto a nessuno al fine di intorbidare le acque sfruttando qualunque occasione: questo modus operandi è stato anche illustrato da Marco Travaglio quindi non ci ritornerò.

Puntuale è giunta la smentita che annuncia l'esatto contrario: in qualunque Paese serio (preambolo oramai standard quando si parla di cose italiane) la si accoglierebbe con una pernacchia e suono di sirene di autoambulanza. Da noi no. Anzi, ecco i ligissimi servi mistificare (senza nemmeno più alcun input: oramai è un riflesso automatico) oltre ogni misura: "Berlusconi ricuce con il Colle". Una persona normale penserebbe "ha fatto mea culpa". Affatto! 

Ha negato: "Mai attaccata la Costituzione", implicitamente ribadendo che gli Italiani sono coglioni e si bevono tutto. Ed implicitamente questo post sottende che è proprio così: ma solo perchè alcuni lo ascoltano.

Saturday, January 17, 2009

Il punto del mese

Vediamo un po', dopo una irragionevole quantità di tempo, di fare il punto sulla situazione attuale. 

Economia.
La crisi continua imperterrita mietendo vittime all'interno delle industrie manufatturiere  (ossia quelle che dovevano competere con i Cinesi con il costo della manodopera). Ap roposito di leggi che impediscano la ripetizione del tema "l'economia è una bolla che si gonfia arricchendo pochi e scoppia affossando gli altri" silenzio assoluto. Di punizioni per i truffatori silenzio assoluto. 
Ah!, lo sapevate che del Crac Parmalat solo Tanzi è stato ritenuto colpevole? E le banche che gli suggerivano gli investimenti per impedire che il suo impero affondasse? Ovviamente da salvare per il bene del Sistema Paese. 
Aspettiamo con ansia la prossima bolla per un altro po' di chiasso mediatico.

Esteri
Medio Oriente. Israele continua la sua campagna per dare una bella legnata ad Hamas che continuava a bombardarla. Era ora che reagissero ma tirandola così tanto per le lunghe non si rendono certo simpatici al mondo per i danni collaterali in termini di donne & bambini uccisi. L'idea che mi sono fatto (e non sono il solo) è che sia campagna elettorale per le prossime elezioni israeliane (Olmert e la Zivni non erano popolari prima dell'inizio dell'operazione). Un po' come Clinton che per spostare l'attenzione dell'opinione pubblica americana dallo scandalo Lewinski decise di bombardare i Serbi.

Politica Interna
Tanto per cambiare Bassolino & Iervolino sono ancora al loro posto e Veltroni è il solito pusillanime che vuole il dialogo ad ogni costo. Oramai è assodato che è idiota o semplicemente un complice (dopotutto era lui il responsabile che impedì che il decreto di Craxi sulla proroga delle concessioni TV Fininvest fosse bloccato). D'Alema recita la parte della vittima e Latorre, quello dei pizzini a favore dei suoi avversari e contro il suo alleato, è sempre al suo posto. 
Fortunatamente basta aspettare sulla sponda del fiume e passerà il cadavere del tuo nemico: infatti la "Lega di lotta e di governo" intende capitalizzare alle prossime elezioni Europee-regionali-provinciali-comunali il suo essere qualcosa di differente (una differente qualità di ladroni evidentemente) e Fini si è ricordato di essere il solito erede e punta i piedi sfruttando il suo ruolo istituzionale. Berlusconi abbozza ma i sondaggi lo danno in calo (e non per merito dell'opposizione). 

Di Pietro nel frattempo è messo alla berlina perchè a seguito delle recenti vicende giudiziarie del figlio sarebbe finito il suo essere diversamente morale (tradotto: non te la tirare e inciucia con noi). 

Villari è sempre al suo posto e la commissione non serve ad una mazza in questo modo.

A coronamente dell'entusiasmante panorama ecco l'ultima polemica su Annozero, trasmissione definita indecente da Fini (che notoriamente frequenta Porta a Porta, esempio di giornalismo professionale). Santoro avrebbe condotto una tramissione in cui ha dato spazio solo ai Palestinesi trascurando il punto di vista degli Israeliani. Per di più ha pure litigato in diretta con l'Annunziata che voleva dargli lezioni sulla conduzione della trasmissione, mostrando di essere intollerante al pensiero altrui. Insomma: da vittima a carnefice

  1. che Santoro abbia le sue opinioni e non si faccia problemi a manifestarle, anche in diretta e nella costruzione delle sue trasmissione si sa e secondo me, in tempi di conformismo, ci vuole tanto di cappello. 
  2. Santoro l'ha detto ha chiarito sin dall'inizio: i media ci fanno una testa tanto con il punto di vista israeliano per il quale hanno reagito ai missili di Hamas, che notoriamente vuole cancellare Israele dalla faccia della terra. Tuttavia in Italia nessuno parla della sofferenza dei palestinesi laddove invece le immagini circolano liberamente nei network internazionali e arabi, infiammando l'opinione pubblica islamica. Quindi Annozero ha voluto dare spazio a questa punto di vista, quello arabo, quello palestinese: non per fare propaganda filo-palestinese ma per dare spazio al punto di vista palestinese, rimosso dai media italiani

Non sopportate i palestinesi o gli islamici in genere? Vorreste una trasmissione che vi faccia la solita predica sul cessate il fuoco e la pace in terra santa? Liberi di vedere altro. Ma si sa: è iniziata la caccia ai diversi che non dialogano, in tempi di emergenza (vedete che torna sempre e giustifica tutto?). In chiusura mi piace ricordare le frasi che hanno chiuso l'intervento di Travaglio:
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari 
e fui contento, perché rubacchiavano. 

Poi vennero a prendere gli ebrei 
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. 

Poi vennero a prendere gli omosessuali, 
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. 

Poi vennero a prendere i comunisti, 
ed io non dissi niente, perché non ero comunista. 

Un giorno vennero a prendere me, 
e non c'era rimasto nessuno a protestare.

Monday, December 22, 2008

Dai giochi alla realtà

Vabbè, questo post è proprio ludico (in tutti i sensi) anche se l'argomento non è proprio da trattare con leggerezza. Tuttavia, ... avete notato che il viceministro Croato della difesa somiglia a qualcuno?

A parte lo sguardo arcigno che vi spezza in due senza toccarvi, non vi sembra un personaggio da videogioco o manga? Vi sembra di averlo già visto da qualche parte ma non ricordate dove? Provate a guardare la seguente immagine:

Ebbene si, direttamente da Gears of War, è lui: Marcus Fenix.

Thursday, December 18, 2008

Il resto della responsabilità

Esiste un amministratore che non è responsabile per i propri assessori? E: anche se non è legalmente costretto, non dovrebbe un amministratore, espressione della politica, sentire il dovere di assumersi la responsabilità per persone che esso ha scelto o accettato liberamente? Insomma: la Iervolino non se la può cavare dicendo che lei personalmente ha le mani pulite. Il punto è che lei ha scelto per la sua giunta le persone sbagliate.

Mettiamo da parte che oramai c'è una confusione tra imprenditoria e politica per cui lo Stato (o le amministrazioni) intervengono sulle aziende (vedi ex-Alitalia) e aziende invece svolgono compiti tipici di enti statali (la riscossione dei tributi o la manutenzione delle pubbliche strade).
Mettiamo da parte il fatto che nessuno dei contemporanei ha interesse a fare chiarezza perchè nel torbido le responsabilità sono di tutti e quindi di nessuno.
Mettiamo da parte che la questione morale per un partito che ha tra i padri Bassolino e Iervolino non è una priorità.
Mettiamo da parte che le mele marce non vengono rimosse ma anzi promosse per un seggio all'Europarlamento.
Mettiamo da parte che il PD in Abruzzo voleva candidare il sindaco di Pescara agli arresti per tangenti.
Mettiamo da parte che il braccio destro di D'Alema passava i pizzini ad un esponente della maggioranza (teoricamente suo avversario) messo in difficoltà da un suo alleato in diretta TV.
Mettiamo da parte che Veltroni ha ormai esaurito la sua spinta ed è completamente in balia dei flutti (ossia, non sa che pesci pigliare).
Mettiamo da parte la questione morale.
Mettiamo da parte il fatto che il PD non si è opposto alle leggi vergona come il DDL Alfano.
Mettiamo da parte che tende a volere dialogare sulla Giustizia per una riforma condivisa che garantisca l'impunità di ricchi e potenti.
Mettiamo da parte che chi esige che la Legge sia uguale per tutti è un giustizialista forcaiolo e quindi un'alleanza con lui è fuori discussione.
Mettiamo da parte il fatto che è meglio dialogare con il Piduista & C. che ha tagliato la scuola pubblica per dare alla scuola privata.

Insomma messo da parte tutto questo, che cosa rimane?

Tuesday, December 16, 2008

Facciamo il punto



E così anche l'Abruzzo è caduto in mano a Silvio. La sconfitta del Centrosinistra è causa di Del Turco che ha preso le tangenti (o che, nel caso migliore, si è circandato di una cricca di tangentari)? Ovviamente no: è colpa del giustizialista Di Pietro che ricorda ostinatamente che Silvio Berlusconi è uno che etica e morale non sa cosa siano, ostacolando il Sacro Dialogo. Parola di Massimo D'Alema, il capo di Latorre (PD), quello che dava i pizzini a Bocchino (PDL) quando questo era messo alle strette da Donadi (IdV).

Ed indovinate un po': Del Turco che vuole farsi eleggere nelle liste del PDL perchè nessuno nel PD lo ha difeso. E nessuno che lo bolli come infame. Hai voglia a parlare di questione morale se questi pensano che la difesa gli sia dovuta per partito preso e che minaccino di passare dall'altra parte, dove evidentemente certe particolarità sono titolo preferenziale nel CV (oltre al servilismo senza vergogna e alla mancanza di senso critico e di idee proprie, ovviamente).

Ancora una volta uno stravolgimento delle verità: un po' come Silvio che si dice essere perseguitato dai Magistrati politicizzati mentre invece egli è sceso in campo per salvarsi dal dover rendere conto dei suoi crimini.

Detto questo: cambierà qualcosa? Veltroni rinsavirà mai? Io non credo proprio: per le Europee di primavera si prepara un nuovo mazzatone a meno di eventi Provvidenziali (nel "senso divino "del termine). Il PD è nato male, condotto peggio e si sta semplicemente squagliando. Il motivo? Non ha identità: banalizzando, il catto-comunismo è stato un equivoco tipicamente Italiano: reinventarlo all'americana da parte di ex-comunisti in un contesto europeo (dove le famiglie sono o popolari o socialiste con pochi cespugli) è semplicemente un'invenzione che richiederebbe un gruppo dirigente unito, granitico e con le idee chiare su quale società si prefigge di raggiungere. Non certo una banda di naufraghi orfani non dico delle ideologie, ma proprio delle idee.

Troppo per chi (soprav)vive alla giornata e pensa che Silvio rappresenti un esempio da imitare piuttosto che un'esempio sbagliato da ostacolare senza sconti. Ecco perchè voto IdV.

Monday, November 17, 2008

La progenie di Mastella

Per la serie a volte ritornano e il padre degli furbastri ha seminato bene, ecco l'ultimo frutto del redivivo Mastella.
Grande Walterloo! Quante altre disfatte prima di farti rimpiazzare da D'Alema bicamerale?

Ragazzi: la politica italiana oramai può sostituire a pieno titolo le barzellette sui carabinieri!

Monday, November 10, 2008

Victory of The West

Che storicamente la Battaglia di Lepanto (o meglio delle Isole Curzolari, visto che Lepanto si trova a 50 miglia nautiche dal luogo dello scontro) sia stato un evento epocale c'e' poco da discutere. Ma come si sia creata la Lega Santa, quale ruolo i compromessi, paure e rivalita' abbiano giocato nella costruzione di un'alleanza di Stati rivali e spesso in guerra tra loro, i vanti e le spinte personali dei singoli Capitani e cosa sia successo dopo quel fatidico 7 Ottobre 1571, lo racconta splendidamente Niccolo' Capponi in La Vittoria dell'Occidente

Mentre Famagosta resiste disperatamente sotto la guida di Marcantonio Bragadin, le trattative per la formazione dell'Alleanza vanno a rilento perche' i Veneziani intendono soccorrere Cipro mentre gli Spagnoli vorrebbero prendere Algeri  e Tunisi, basi dei corsari Barbareschi. La stessa definizione della suddivisione delle spese e' oggetto di aspre discussioni: Venezia, che sta sopportando i costi maggiori della guerra con i turchi, non vuole sborsare piu' della meta', il Re di Spagna, eternamente in bancarotta, non intende muoversi se il Papa non gli dara' i quattrini, visto anche il suo impegno nei Paesi Bassi contro i protestanti ribelli. I Francesi sono alleati dei turchi e la loro minaccia pesa sull'impegno spagnolo. Il tempo passa e Famagosta cade dopo eroica lotta.

La flotta turca nei pressi di Cipro e' ora libera di schierarsi nell'Egeo: i Veneziani temono che sia un preludio per l'invasione di Creta o un attacco diretto alla laguna. Gli Spagnoli ed il Papato credono in una prossima invasione del territorio Italiano, come gia' nel tentativo, poi abortito, a Otranto, quasi un secolo prima. La paura che la Serenissima possa fare la Pace con i turchi attraversa i circoli diplomatici europei. Pio V minaccia di scomunica se non si dovesse arrivare ad un accordo ed alla fine questo arriva. Le flotte iniziano a radunarsi a Messina per decidere il piano d'azione: comandante designato Don Giovanni d'Austria, fratellastro di Filippo II.  Le istruzioni del Re sono prudenti: non arrischiare la flotta ma l'ardimentoso Capitano generale la pensa diversamente. 

La flotta si muove a Corfu' dove riceve ulteriori rinforzi veneziani, comprese le armi segrete: le galeazze, che si riveleranno decisive. I Turchi escono da Lepanto e si schierano: le loro spie dicono che i cristiani sono divisi ed inferiori. I prigionieri presi dai Cristiani suggeriscono lo stesso. Entrambi gli schieramenti sono sicuri di avere davanti un avversario inferiore e cercano la battaglia.

Il massacro che ne consegue sembrera' strategicamente inconcludente nell'immediato in quanto l'Impero Ottomano ricostituira' rapidamente la sua flotta e diventera' piu' forte di prima. Venezia esausta accettera' pace che ratifica la fine di Cipro.  E quindi? Innanzitutto, dopo secoli di vittorie l'avanzata Ottomana fu finalmente fermata. Secondo, la dimostrazione della superiorita' delle artiglierie navali sulle vecchie tattiche di abbordaggio e corpo a corpo (come sara' dimostrato defintivamente nella sorte dell'Invicibile Armata). E Terzo che l'Impero Ottomano non e' piu' econmicamente in grado di mantenere sia un grande esercito che una grande flotta e scegliera' la superioriorita' terrestre: l'incapacita' di riformare la macchina statale sara' una palla al piede non secondaria nei secoli a venire. 

Se quindi la vittoria sembrera' effimera e le potenze occidentali non si dimostreranno in grado di sfruttare il successo su basi strategiche, simbolicamente Lepanto segna il cambio della marea: da qui a due secoli, l'Impero Ottomano diventera' un oggetto esotico mentre l'Occidente si avviera' alla sua dominazione globale

Tutto questo fino ad oggi ...

Thursday, November 6, 2008

Tutti sono amici di Obama


Barack Obama ha vinto le elezioni e sara' il prossimo presidente degli Stati Uniti d'America. Cosa potra' fare lo scopriremo. 

Quello che mi ha impressionato e' la storia dell'Uomo che veramente rappresenta un esempio di meritocrazia e self-made man: Obama non ha solo carisma ma e' la dimostrazione che un regime meritocratico, con un sistema costituzionale solido, il ricambio radicale non solo e' possibile ma e' auspicabile. Certo e' stato aiutato dalla crisi contingente ma, senza scomodare Machiavelli, non posso che riconoscere che in tutte le imprese la meta' e' fortuna.

Pero', stiamo con i piedi per terra perche', se e' vero che gli USA hanno eletto Barack Obama, negli ultimi due mandati hanno eletto Bush. La democrazia  richiede cittadini responsabili e, quindi, informati: la partecipazione impressionante per la storia elettorale americana ha mobilitato strati sociali prima esclusi o auto-esclusi. Obama afferma che le lobby, non avendolo finanziato, non avranno potere sul suo Governo: non possiamo che sperare che, dopo anni di pupazzi manovrati da potentati, ora ci sia un uomo in grado di indicare ad un Paese la strada da seguire.

Per quanto riguarda noi Italiani, non posso che condividere quello che scrive Beppe.

Friday, October 31, 2008

Lavoro straniero e PIL

Che il PIL non crescesse ce ne eravamo accorti tutti. Ieri ad Annozero, il prof. Tito Boeri lo ha ribadito: il PIL non non e' cresciuto negli ultimi 10 anni. Ma i posti di lavoro sono aumentati. Com'e' possibile? La risposta e' semplice: sono tutti precari (4,5 milioni di lavoratori precari ad oggi). 

O per dirla alla Beppe Grillo: il lavoro non c'e' e semplicemente si e' diviso quello che c'era tra piu' persone attraverso la selva di contratti-truffa.

Tuttavia, ho letto anche che i lavoratori stranieri producono il 9% del PIL (4 milioni e passa quelli regolari o regolarizzati) . Vabbe' che lo dice la Caritas, ma se il PIL non cresce e ciononostante la quota prodotta dal lavoro straniero aumenta, mi sa che e' una conferma del fatto che tolgano lavoro agli Italiani. Sarebbe interessante sapere in quali settori dell'economia siano maggiormente attivi ma tant'e'.

O devo supporre che il 9% del PIL sia rappresentantivo della solita solfa riguardo "i lavori che gli italiani non vogliono piu' fare"?

Thursday, October 30, 2008

La protesta ad hoc

(da Corriere.it)
Strano che ora che si taglia alla scuola la protesta monti in questo modo: per il DDL Alfano non e' stato fatto lo stesso rumore. Anzi il PD ha deciso di fare la guerra a Di Pietro per la sua decisione di ricorrere al referendum per abolire la porcata. 

O meglio: non e' strano perche' ancora una volta siamo dinanzi al caso "fatti gli affari tuoi basta che non rompi i miei": Silvio puo' sodomizzare la Costituzione con il beneplacito dell'opposizione veltroniana ma non puo' tagliare i fondi alla scuola perche' rompe le uova nel paniere agli stipendiati del para-Stato. Per di piu' il referendum promosso da Walterloo ha anche una spada di damocle pendente.

Certo che questa volta ha fatto il passo piu' lungo della gamba: tagliare indiscriminatamente i fondi all'istruzione senza contemporaneamente nessuna riforma del sistema di reclutamento (ossia, contro le baronie) e' veramente follia, o nella migliore delle ipotesi, sciocco. 

Follia perche' il nostro dovrebbe essere un Paese che compete per il suo know-how, insomma per la qualita' della conoscenza che si traduce in progresso economico e civile, e che quindi ha tutto l'interesse ad avere un sistema dell'istruzione di prima scelta, efficiente, meritocratico e ben finanziato. A meno che Silvio & pupi assortiti non pensino di farci competere sul campo della manufattura a bassa intensita' tecnologica, vista la battaglia contro la politica energetica e anti-emissioni nocive della UE.

Sciocco perche' non puoi pensare di mettere sulla strada decine di migliaia di persone per motivi di bilancio dopo che hai dato miliardi ai capitani coraggiosi, alle banche e garantito 7 anni di salvezza ai dipendenti ex-Alitalia, pretendendo di essere riconosciuto nel giusto.  Sicuramente non bastera' la Carfagna a fare le televendite per suo conto per migliorare la situazione. 

Certo visti i suoi amici (Bush, Putin e il kazako) non mi meraviglierebbe se fossimo dinanzi all'ennesimo caso del tiranno vecchio affetto da senilita' a dispetto del restyling.

Wednesday, October 22, 2008

Kyoto ed il costo economico del Pianeta


Ieri a Ballaro' si e' parlato anche dei costi per il nostro Paese (solo per il nostro?) dell'applicazione del Protocollo di Kyoto. Castelli se ne e' uscito con un'affermazione del tipo "Cina e India che non lo hanno firmato" e quindi le loro aziende sono molto piu' competitive di quelle italiane. 
L'India e la Cina, che hanno ratificato il protocollo, non sono tenute a ridurre le emissioni di anidride carbonica nel quadro del presente accordo, nonostante la loro popolazione relativamente grande. Cina, India e altri paesi in via di sviluppo sono stati esonerati dagli obblighi del protocollo di Kyoto perché essi non sono stati tra i principali responsabili delle emissioni di gas serra durante il periodo di industrializzazione che si crede stia provocando oggi il cambiamento climatico.
Questo perche',  ovviamente, dopo vent'anni che si parla del secolo cinese e indiano e che bisogna puntare sull'innovazione e la ricerca invece che sulle produzioni a basso contenuto tecnologico, il nostro sistema produttivo e' al palo. Ossia: dal 1997 (anno della firma) ad oggi (11 anni!) non solo il nostro Paese non ha mantenuto gli impegni ma pretende, vista l'emergenza (notato che ritorna sempre?) economica, che l'Unione Europea non renda operativi gli accordi tramite il famoso 20 / 20 / 20 (e che quindi l'Italia venga, tanto per cambiare, multata di nuovo per l'ennesima inadempienza).

L'accordo di Kyoto e' stato da noi ratificato nel 2002 ed e' entrato in vigore nel 2005. Ossia in pieno Governo Berlusconi II, che evidentemente pensa che i trattati non siano altro che pezzi di carta: non solo Kyoto non e' stato rispettato ma anzi le emissioni Italiane sono aumentate!
Gli unici che lo hanno firmato ma non applicato sono gli USA:
In principio, il presidente Bill Clinton aveva firmato il Protocollo durante gli ultimi mesi del suo mandato, ma George W. Bush, poco tempo dopo il suo insediamento alla Casa Bianca, ritirò l'adesione inizialmente sottoscritta.
Ossia, l'amico di Silvio ha tirato fuori gli stessi argomenti (Kyoto costa alle imprese americane) e si e' rifiutato di metterlo in atto. Per di piu' il protocollo e' riconosciuto essere insufficiente (e' stato un compromesso al ribasso e sicuramente un nuovo accordo e' necessario che costringa Cina ed India a mettersi in riga): il punto e' che, se proprio non vogliamo pensare al futuro del pianeta, dobbiamo pensare alle opportunita' economiche di un campo innovativo come quello delle energie (in cui noi avremmo tutto l'interesse a primeggiare). 

Invece difendiamo produzioni vecchie, ancora una volta testimoniando la scarsa capacita' di innovare del sistema delle imprese e l'incapacita' della politica di pensare in grande invece che ridursi ad una lobby di questo o quello (banche, industrie): scegliete voi qual e' la piu' triste.

Insomma:
  • pensiamo di competere con i cinesi sulla manufattura;
  • tagliamo su scuola e ricerca (e quindi pensiamo di dover competere anche in futuro sulla manufattura);
  • stiamo capitanando i paese dell'Est (industrie primitive) contro i partner avanzati della UE (e soprattutto la Spagna che prendera' probabilmente il nostro posto visto che loro nelle Energie investono alla grande: Rubbia non per niente ha costruito li' la prima centrale solare);
  • Firmiamo e ci rimangiamo accordi.
  • Non pensiamo a lungo termine ma solo nell'immediato: quindi difesa ad oltranza delle lobby produttive attuali e chi se ne frega di quello che verra' dopo (Silvio ha 72 anni: stara' pensando che tanto non campera' abbastanza da sorbirsi la fine di tutto?).
Perche' c'e' emergenza. E su questo ci campano grazie ai media servi e all'opposizione flaccida: l'emergenza giustifichera' sempre l'Uomo della Provvidenza nel piegare la legge.

Thursday, October 16, 2008

Passamaneria



Questo post funge piu' da pro-memoria che da altro: serve a ricordare, infatti, alcune delle cose piu' scandalose raccontate nella puntata di Report di domenica scorsa. Colaninno, il primo capitano coraggioso d'Italia, sponsorizzato da D'Alema ai tempi della scalata di Telecom Italia (e sempre in difesa della Italianita'), ed ora chiamato da Silvio a creare la nuova compagnia aerea di bandiera (sempre per patriottismo, naturalmente!) e' stato intervistato dalla Gabanelli.

La Milena che e' Giornalista (di quelli veri, cioe') ha chiesto al Grande Patriota Imprenditore dove fosse scritto che i soci della C.A.I. si sarebbero impegnati a non vendere per 5 anni le loro partecipazioni. "Sullo statuto", la risposta. Al che la Gabanelli che ha lo statuto d'avanti gli fa notare che non c'e' scritto da nessuna parte questo: Colaninno, scandalizzato, fa finta di cercare sullo statuto tale norma certamente presente. La Milena incalza facendogli notare pure che la C.A.I. e' registrata come impresa di passamaneria. Grasse risate dell'interessato.

Tuesday, October 14, 2008

Il costo del lavoro

Vediamo di fare il punto sul mio giro di colloqui sino ad ora ... in generale per gli informatici o contratti a progetto (quindi precarieta') o a tempo indeterminato di tipo metalmeccanico.
Al di la' della equivalenza logica (per gli imprenditori):

informatica : industria = informatico : metalmeccanico

(che e' un fatto riconosciuto) mi sono stati rivelati anche alcune altre informazioni interessanti, che posso riferire senza violare nulla di confindenziale:
  • per Confindustria i singoli lavoratori italiani costano tra i 160 e i 230 euro al giorno (includendo stipendio, assicurazioni varie, fondi pensione, tasse, logistica di supporto come l'amministrazione & C.), mediamente 185 euro.
  • ingegneri indiani super-skillati costano invece 60 euro (quindi meno di un terzo di uno italiano).
Quindi per le aziende che producono software ha senso dare in appalto la realizzazione agli Indiani secondo specifiche di analisi prodotte dagli Italiani. I primi hanno fatto di questa fabbrica informatica un vero business: addirittura si prendono in carico la traduzione dei contratti scritti in lingua italiana e, secondo accordi standard, in caso di controversi fa fede il contratto in italiano. Credo che questo dia il senso dell'India come fabbrica dell'IT rispetto alla Cina come fabbrica di hardware.

In soldoni diventa possibile per le imprese italiane, operare ricarichi impensabili normalmente (nell'ordine del 40%) pur rimanendo estremamente competitivi sul mercato. Inutile dire che nel breve e medio termine questo diventa una specie di miracolo: loro si sgarzettano il bagno di sangue che ogni implementazione comporta e le imprese si intascano guadagni impensabili prima.
Ovviamente, tenere in collegamento questi due mondi distanti (culturalmente, geograficament, temporalmente e e tecnologicamente) e' un problema non da poco: non deve sorprendere quindi che i processi software distribuiti siano uno degli ambiti di ricerca piu' hot del momento.

Ovviamente, nel lungo termine questo significa per l'azienda la perdita di capacita' di produzioni proprie. Quindi? Suicidio? No, trasformazione in fornitore di servizi: ospitare nella propria server farm applicazioni (scritte dagli indiani) per le quali far pagare canoni (di affitto, utilizzo, hosting, ...) ai clienti. Ossia, terziarizzazione dell'industria del software (che gia' non e' che sia chissa' concreto).

Saturday, October 11, 2008

The Fall of the Roman Empire

Il lavoro di Peter Heather, basato sulle ricerche archeologiche più recenti e le teorie economiche e politiche più moderne affronta uno dei dilemmi più affascinanti: come mai è caduto l'Impero Romano? Era inevitabile? Quali le cause?

Sino ad oggi vi erano due visioni:
  • una ideologico-morale, ispirata da Gibbon, in cui (in sintesi) si sostiene che l'Impero si era corrotto moralmente e che il cristianesimo aveva reso i romani delle pappemolli incapaci di resistere alla grinta dei barbari.
  • una economico-sociale, secondo la quale la caduta era dovuta all'estrema imposizione fiscale della burocrazia e dell'esercito che, togliendo il pane di bocca ai contadini (l'economia era fondamentalmente basata sull'agricoltura), ha provocato l'impoverimento generale dei lavoratori, con conseguente riduzione della popolazione, aumento dell'inflazione e quindi rendendo insostenibile reggere il sistema (per di piu' incapace di progredire vista l'essenzialita' della schiavitù).
Heather sfata tutti queste assunzioni. L'economia era florida o quantomeno non c'è alcuna prova che si sia impoverita nel V secolo D.C.: anzi, le prove archeologiche segnalano tutt'altro. Dopotutto, è caduto l'Impero d'Occidente ma non quello d'Oriente, nonostante fossero organizzati allo stesso modo.

Esiste, invece, un intreccio di cause. interne che esterne:
  1. La nascita della super-potenza Sasanide in Oriente, capace di tenere testa al sistema Romano e che costringe l'Impero ad un impegno massiccio e costante nel tempo in Oriente.
  2. Il progredire dei Germani, che nel IV/V secolo D.C. erano ben diversi da quelli del I secolo, incontrati da Cesare e Ottaviano: le miriadi di Tribù cedono il posto a super-gruppi molto più capaci di resistere alle pressioni romane. Lo stesso Impero, insomma, provoca una unificazione e consolidamento dell'universo Germanico d'oltre confine.
  3. La "romanizzazione" dei barbari, che pur non entrando a far parte del sistema politico romano, ne erano comunque indirettamente coinvolti come mercenari o attraverso il commercio.
Vi erano poi motivi interni del sistema del politico romano:
  1. L'assorbimento delle elite provinciali nella burocrazia imperiale e quindi conseguente centralizzazione di tutto l'apparato di governo che però si deve scontrare con l'arretratezza del sistema di comunicazioni con conseguente lentezza di reazione nei momenti di crisi.
  2. Di più: la necessità di creare nuovi centri di potere per soddisfare gli appetiti di questo nuovo gruppo di burocrati ed impedire che sobbillassero nell'ombra (la suddivisione dell'Impero quindi non solo come qualcosa di necessario per l'effecienza ma proprio per soddisfare "la sete di posti" delle elite)
  3. Non dimentichiamo che il tardo Impero ha tutti i connotati di un sistema politico a partito unico: tutto l'aspetto pubblico deve proclamare un senso di unità e di perfezione del sistema. Le differenze (le lotte che divenivano intrighi) si svolgevano dietro le quinte mentre sul palco era presente un Ordine Divino.
  4. Un sistema costituzionale che regolasse la successione era assente: alla morte di un Imperatore si verificava di solito una guerra civile che provocava vuoti di potere di cui potevano approfittare gli elementi esterni. Un'approccio dinastico non risolveva il problema, visto che spesso salivano al trono giovinetti che rimanevano in balia di tutori (come Flavio Costanzio o Ezio) che dovevano poi vedersela con i loro avversari.
Tuttavia, l'edificio si manteneva. Dalla seconda metà del IV secolo, però, arrivano gli Unni che accelerano il processo di agglomerazione dei Germani e portano ad una concentrazione di nemici alle porte dell'Impero, cosa che la tradizionale politica romana aveva sempre cercato di evitare. Nel 376 -380 prima i con i Goti e poi nel 402-408 con Vandali e Visigoti, l'Impero è costretto ad accettare entro i suoi confini entità autonome: la perdita di rendita è tale da impedire la ricostruzione dell'esercito (che pesava per oltre la metà del bilancio imperiale) che possa riconquistare il territorio perduto.
Le elite romane erano essenzialmente formate da possidenti terrieri: vivevano, cioè, di rendita dei loro grandi latifondi. Era quindi "normale" che fossero portati a venire a patti con le autorità che dominavano i loro territori, barbari o romani che fossero. L'Impero d'Occidente non era più io grado di garantirli: i nuovi Re invece lo erano e quindi un cambio di sponda, dall'Impero morente ai nuovi potenti era nella natura umana. L'Impero d'Oriente fu in grado, invece, di resistere intatto per altri 150 anni, fino alla marea Araba.

In un certo senso i Romani avevano insegnato ai barbari e questi, in quel particolare momento di debolezza esacerbato dalla comparsa degli Unni, ne approfittarono, sottraendo quelle rendite necessarie al mantenimento di un Esercito in grado non solo di presidiare le frontiere ma anche di eliminare le enclave in Gallia, Spagna e Africa.

Per dirla alla Heather, "tramite un'aggressione illimitata, l'imperialismo Romano fu la causa principale della sua stessa distruzione".

Saturday, October 4, 2008

Liberisti ieri, Keynesiani oggi

Visto che sono impegnato nell'affannosa ricerca di un nuovo lavoro che non includa servitu' della gleba nel contratto probabilmente questo blog ricevera' pochi aggiornamenti per un po' ... Nel frattempo però possiamo dilettarci con la miracolosa metamorfosi degli imprenditori da liberisti sfegatati a keynesiani para-statalisti impenitenti. La ricetta della Marcegaglia è la solita: opere pubbliche commissionate dallo Stato, ossia dai contribuenti ed, in definitiva, visto che di soldi non ce ne sono, con il debito pubblico.

L'unica costante è sempre e soltanto la solita: i profitti a loro, le perdite a tutti gli altri. E non si tratta di essere para-comunisti: si tratta di rispettare le regole piu' elementari della convivenza civile, che valgono sempre e per tutti. 

Ma oramai abbiamo un presidente del consiglio il cui successo segna un esempio nella direzione opposta. Ne "La Repubblica" di Platone (Libro I) tale Trasimaco afferma che la giustizia è semplicemente quello che conviene al piu' forte: una perfetta ingiustizia. Esattamente il nostro caso. E che non si parli di emergenza che tutto giustifica: il casino in cui siamo stati infilati è proprio figlio di tali comportamenti infami. Vi rivolgereste voi al vostro truffatore per aiuto?

Thursday, September 25, 2008

Le tariffe

Smosso dall'intervento del dr. freeman, mi sono deciso a vedere nei fatti come le offerte di Lufthansa e Alitalia si confrontano in tratte interne. Quindi prendiamo due tratte che saranno trafficate in entrambi i paesi (probabilmente in Italia un po' di piu' visto che fa gola a tutti gli avvoltoi che stanno orbitando intorno alla carogna di bandiera):
  • Roma (Fiumicino) - Milano (Orio al Serio e Linate) per Alitalia
  • Monaco di Baviera - Berlino (Tegel) per Lufthansa
Sul sito di Alitalia scopriamo che per Milano Orio al Serio (1h e 15 min)  si pagano solo 106,57 euro (ma Orio a Serio e' a Bergamo un po' fuori mano ...):



Per Milano Linate (1h e 10 min) invece ben 325,57 euro (e stiamo parlando di una aereoporto a portata di cittadino):



Lufthansa invece come si comporta? 128 euro per andare da Monaco a Berlino (1h e 5 min) e dove l'aereoporto e' praticamente in citta':



E la CAI che tariffe fara' in un regime di monopolio? Simili a quelle di Lufthansa o simili a quelli della Alitalia, priva anche della concorrenza di Airone? Ai posteri l'ardua sentenza (ma non si vince nulla se indovinate sin da ora).