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Saturday, January 17, 2009

Il punto del mese

Vediamo un po', dopo una irragionevole quantità di tempo, di fare il punto sulla situazione attuale. 

Economia.
La crisi continua imperterrita mietendo vittime all'interno delle industrie manufatturiere  (ossia quelle che dovevano competere con i Cinesi con il costo della manodopera). Ap roposito di leggi che impediscano la ripetizione del tema "l'economia è una bolla che si gonfia arricchendo pochi e scoppia affossando gli altri" silenzio assoluto. Di punizioni per i truffatori silenzio assoluto. 
Ah!, lo sapevate che del Crac Parmalat solo Tanzi è stato ritenuto colpevole? E le banche che gli suggerivano gli investimenti per impedire che il suo impero affondasse? Ovviamente da salvare per il bene del Sistema Paese. 
Aspettiamo con ansia la prossima bolla per un altro po' di chiasso mediatico.

Esteri
Medio Oriente. Israele continua la sua campagna per dare una bella legnata ad Hamas che continuava a bombardarla. Era ora che reagissero ma tirandola così tanto per le lunghe non si rendono certo simpatici al mondo per i danni collaterali in termini di donne & bambini uccisi. L'idea che mi sono fatto (e non sono il solo) è che sia campagna elettorale per le prossime elezioni israeliane (Olmert e la Zivni non erano popolari prima dell'inizio dell'operazione). Un po' come Clinton che per spostare l'attenzione dell'opinione pubblica americana dallo scandalo Lewinski decise di bombardare i Serbi.

Politica Interna
Tanto per cambiare Bassolino & Iervolino sono ancora al loro posto e Veltroni è il solito pusillanime che vuole il dialogo ad ogni costo. Oramai è assodato che è idiota o semplicemente un complice (dopotutto era lui il responsabile che impedì che il decreto di Craxi sulla proroga delle concessioni TV Fininvest fosse bloccato). D'Alema recita la parte della vittima e Latorre, quello dei pizzini a favore dei suoi avversari e contro il suo alleato, è sempre al suo posto. 
Fortunatamente basta aspettare sulla sponda del fiume e passerà il cadavere del tuo nemico: infatti la "Lega di lotta e di governo" intende capitalizzare alle prossime elezioni Europee-regionali-provinciali-comunali il suo essere qualcosa di differente (una differente qualità di ladroni evidentemente) e Fini si è ricordato di essere il solito erede e punta i piedi sfruttando il suo ruolo istituzionale. Berlusconi abbozza ma i sondaggi lo danno in calo (e non per merito dell'opposizione). 

Di Pietro nel frattempo è messo alla berlina perchè a seguito delle recenti vicende giudiziarie del figlio sarebbe finito il suo essere diversamente morale (tradotto: non te la tirare e inciucia con noi). 

Villari è sempre al suo posto e la commissione non serve ad una mazza in questo modo.

A coronamente dell'entusiasmante panorama ecco l'ultima polemica su Annozero, trasmissione definita indecente da Fini (che notoriamente frequenta Porta a Porta, esempio di giornalismo professionale). Santoro avrebbe condotto una tramissione in cui ha dato spazio solo ai Palestinesi trascurando il punto di vista degli Israeliani. Per di più ha pure litigato in diretta con l'Annunziata che voleva dargli lezioni sulla conduzione della trasmissione, mostrando di essere intollerante al pensiero altrui. Insomma: da vittima a carnefice

  1. che Santoro abbia le sue opinioni e non si faccia problemi a manifestarle, anche in diretta e nella costruzione delle sue trasmissione si sa e secondo me, in tempi di conformismo, ci vuole tanto di cappello. 
  2. Santoro l'ha detto ha chiarito sin dall'inizio: i media ci fanno una testa tanto con il punto di vista israeliano per il quale hanno reagito ai missili di Hamas, che notoriamente vuole cancellare Israele dalla faccia della terra. Tuttavia in Italia nessuno parla della sofferenza dei palestinesi laddove invece le immagini circolano liberamente nei network internazionali e arabi, infiammando l'opinione pubblica islamica. Quindi Annozero ha voluto dare spazio a questa punto di vista, quello arabo, quello palestinese: non per fare propaganda filo-palestinese ma per dare spazio al punto di vista palestinese, rimosso dai media italiani

Non sopportate i palestinesi o gli islamici in genere? Vorreste una trasmissione che vi faccia la solita predica sul cessate il fuoco e la pace in terra santa? Liberi di vedere altro. Ma si sa: è iniziata la caccia ai diversi che non dialogano, in tempi di emergenza (vedete che torna sempre e giustifica tutto?). In chiusura mi piace ricordare le frasi che hanno chiuso l'intervento di Travaglio:
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari 
e fui contento, perché rubacchiavano. 

Poi vennero a prendere gli ebrei 
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. 

Poi vennero a prendere gli omosessuali, 
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. 

Poi vennero a prendere i comunisti, 
ed io non dissi niente, perché non ero comunista. 

Un giorno vennero a prendere me, 
e non c'era rimasto nessuno a protestare.

Monday, December 22, 2008

Dai giochi alla realtà

Vabbè, questo post è proprio ludico (in tutti i sensi) anche se l'argomento non è proprio da trattare con leggerezza. Tuttavia, ... avete notato che il viceministro Croato della difesa somiglia a qualcuno?

A parte lo sguardo arcigno che vi spezza in due senza toccarvi, non vi sembra un personaggio da videogioco o manga? Vi sembra di averlo già visto da qualche parte ma non ricordate dove? Provate a guardare la seguente immagine:

Ebbene si, direttamente da Gears of War, è lui: Marcus Fenix.

Thursday, December 18, 2008

Il resto della responsabilità

Esiste un amministratore che non è responsabile per i propri assessori? E: anche se non è legalmente costretto, non dovrebbe un amministratore, espressione della politica, sentire il dovere di assumersi la responsabilità per persone che esso ha scelto o accettato liberamente? Insomma: la Iervolino non se la può cavare dicendo che lei personalmente ha le mani pulite. Il punto è che lei ha scelto per la sua giunta le persone sbagliate.

Mettiamo da parte che oramai c'è una confusione tra imprenditoria e politica per cui lo Stato (o le amministrazioni) intervengono sulle aziende (vedi ex-Alitalia) e aziende invece svolgono compiti tipici di enti statali (la riscossione dei tributi o la manutenzione delle pubbliche strade).
Mettiamo da parte il fatto che nessuno dei contemporanei ha interesse a fare chiarezza perchè nel torbido le responsabilità sono di tutti e quindi di nessuno.
Mettiamo da parte che la questione morale per un partito che ha tra i padri Bassolino e Iervolino non è una priorità.
Mettiamo da parte che le mele marce non vengono rimosse ma anzi promosse per un seggio all'Europarlamento.
Mettiamo da parte che il PD in Abruzzo voleva candidare il sindaco di Pescara agli arresti per tangenti.
Mettiamo da parte che il braccio destro di D'Alema passava i pizzini ad un esponente della maggioranza (teoricamente suo avversario) messo in difficoltà da un suo alleato in diretta TV.
Mettiamo da parte che Veltroni ha ormai esaurito la sua spinta ed è completamente in balia dei flutti (ossia, non sa che pesci pigliare).
Mettiamo da parte la questione morale.
Mettiamo da parte il fatto che il PD non si è opposto alle leggi vergona come il DDL Alfano.
Mettiamo da parte che tende a volere dialogare sulla Giustizia per una riforma condivisa che garantisca l'impunità di ricchi e potenti.
Mettiamo da parte che chi esige che la Legge sia uguale per tutti è un giustizialista forcaiolo e quindi un'alleanza con lui è fuori discussione.
Mettiamo da parte il fatto che è meglio dialogare con il Piduista & C. che ha tagliato la scuola pubblica per dare alla scuola privata.

Insomma messo da parte tutto questo, che cosa rimane?

Tuesday, December 16, 2008

Facciamo il punto



E così anche l'Abruzzo è caduto in mano a Silvio. La sconfitta del Centrosinistra è causa di Del Turco che ha preso le tangenti (o che, nel caso migliore, si è circandato di una cricca di tangentari)? Ovviamente no: è colpa del giustizialista Di Pietro che ricorda ostinatamente che Silvio Berlusconi è uno che etica e morale non sa cosa siano, ostacolando il Sacro Dialogo. Parola di Massimo D'Alema, il capo di Latorre (PD), quello che dava i pizzini a Bocchino (PDL) quando questo era messo alle strette da Donadi (IdV).

Ed indovinate un po': Del Turco che vuole farsi eleggere nelle liste del PDL perchè nessuno nel PD lo ha difeso. E nessuno che lo bolli come infame. Hai voglia a parlare di questione morale se questi pensano che la difesa gli sia dovuta per partito preso e che minaccino di passare dall'altra parte, dove evidentemente certe particolarità sono titolo preferenziale nel CV (oltre al servilismo senza vergogna e alla mancanza di senso critico e di idee proprie, ovviamente).

Ancora una volta uno stravolgimento delle verità: un po' come Silvio che si dice essere perseguitato dai Magistrati politicizzati mentre invece egli è sceso in campo per salvarsi dal dover rendere conto dei suoi crimini.

Detto questo: cambierà qualcosa? Veltroni rinsavirà mai? Io non credo proprio: per le Europee di primavera si prepara un nuovo mazzatone a meno di eventi Provvidenziali (nel "senso divino "del termine). Il PD è nato male, condotto peggio e si sta semplicemente squagliando. Il motivo? Non ha identità: banalizzando, il catto-comunismo è stato un equivoco tipicamente Italiano: reinventarlo all'americana da parte di ex-comunisti in un contesto europeo (dove le famiglie sono o popolari o socialiste con pochi cespugli) è semplicemente un'invenzione che richiederebbe un gruppo dirigente unito, granitico e con le idee chiare su quale società si prefigge di raggiungere. Non certo una banda di naufraghi orfani non dico delle ideologie, ma proprio delle idee.

Troppo per chi (soprav)vive alla giornata e pensa che Silvio rappresenti un esempio da imitare piuttosto che un'esempio sbagliato da ostacolare senza sconti. Ecco perchè voto IdV.

Thursday, November 6, 2008

Tutti sono amici di Obama


Barack Obama ha vinto le elezioni e sara' il prossimo presidente degli Stati Uniti d'America. Cosa potra' fare lo scopriremo. 

Quello che mi ha impressionato e' la storia dell'Uomo che veramente rappresenta un esempio di meritocrazia e self-made man: Obama non ha solo carisma ma e' la dimostrazione che un regime meritocratico, con un sistema costituzionale solido, il ricambio radicale non solo e' possibile ma e' auspicabile. Certo e' stato aiutato dalla crisi contingente ma, senza scomodare Machiavelli, non posso che riconoscere che in tutte le imprese la meta' e' fortuna.

Pero', stiamo con i piedi per terra perche', se e' vero che gli USA hanno eletto Barack Obama, negli ultimi due mandati hanno eletto Bush. La democrazia  richiede cittadini responsabili e, quindi, informati: la partecipazione impressionante per la storia elettorale americana ha mobilitato strati sociali prima esclusi o auto-esclusi. Obama afferma che le lobby, non avendolo finanziato, non avranno potere sul suo Governo: non possiamo che sperare che, dopo anni di pupazzi manovrati da potentati, ora ci sia un uomo in grado di indicare ad un Paese la strada da seguire.

Per quanto riguarda noi Italiani, non posso che condividere quello che scrive Beppe.

Friday, October 31, 2008

Lavoro straniero e PIL

Che il PIL non crescesse ce ne eravamo accorti tutti. Ieri ad Annozero, il prof. Tito Boeri lo ha ribadito: il PIL non non e' cresciuto negli ultimi 10 anni. Ma i posti di lavoro sono aumentati. Com'e' possibile? La risposta e' semplice: sono tutti precari (4,5 milioni di lavoratori precari ad oggi). 

O per dirla alla Beppe Grillo: il lavoro non c'e' e semplicemente si e' diviso quello che c'era tra piu' persone attraverso la selva di contratti-truffa.

Tuttavia, ho letto anche che i lavoratori stranieri producono il 9% del PIL (4 milioni e passa quelli regolari o regolarizzati) . Vabbe' che lo dice la Caritas, ma se il PIL non cresce e ciononostante la quota prodotta dal lavoro straniero aumenta, mi sa che e' una conferma del fatto che tolgano lavoro agli Italiani. Sarebbe interessante sapere in quali settori dell'economia siano maggiormente attivi ma tant'e'.

O devo supporre che il 9% del PIL sia rappresentantivo della solita solfa riguardo "i lavori che gli italiani non vogliono piu' fare"?

Thursday, October 30, 2008

La protesta ad hoc

(da Corriere.it)
Strano che ora che si taglia alla scuola la protesta monti in questo modo: per il DDL Alfano non e' stato fatto lo stesso rumore. Anzi il PD ha deciso di fare la guerra a Di Pietro per la sua decisione di ricorrere al referendum per abolire la porcata. 

O meglio: non e' strano perche' ancora una volta siamo dinanzi al caso "fatti gli affari tuoi basta che non rompi i miei": Silvio puo' sodomizzare la Costituzione con il beneplacito dell'opposizione veltroniana ma non puo' tagliare i fondi alla scuola perche' rompe le uova nel paniere agli stipendiati del para-Stato. Per di piu' il referendum promosso da Walterloo ha anche una spada di damocle pendente.

Certo che questa volta ha fatto il passo piu' lungo della gamba: tagliare indiscriminatamente i fondi all'istruzione senza contemporaneamente nessuna riforma del sistema di reclutamento (ossia, contro le baronie) e' veramente follia, o nella migliore delle ipotesi, sciocco. 

Follia perche' il nostro dovrebbe essere un Paese che compete per il suo know-how, insomma per la qualita' della conoscenza che si traduce in progresso economico e civile, e che quindi ha tutto l'interesse ad avere un sistema dell'istruzione di prima scelta, efficiente, meritocratico e ben finanziato. A meno che Silvio & pupi assortiti non pensino di farci competere sul campo della manufattura a bassa intensita' tecnologica, vista la battaglia contro la politica energetica e anti-emissioni nocive della UE.

Sciocco perche' non puoi pensare di mettere sulla strada decine di migliaia di persone per motivi di bilancio dopo che hai dato miliardi ai capitani coraggiosi, alle banche e garantito 7 anni di salvezza ai dipendenti ex-Alitalia, pretendendo di essere riconosciuto nel giusto.  Sicuramente non bastera' la Carfagna a fare le televendite per suo conto per migliorare la situazione. 

Certo visti i suoi amici (Bush, Putin e il kazako) non mi meraviglierebbe se fossimo dinanzi all'ennesimo caso del tiranno vecchio affetto da senilita' a dispetto del restyling.

Thursday, October 16, 2008

Passamaneria



Questo post funge piu' da pro-memoria che da altro: serve a ricordare, infatti, alcune delle cose piu' scandalose raccontate nella puntata di Report di domenica scorsa. Colaninno, il primo capitano coraggioso d'Italia, sponsorizzato da D'Alema ai tempi della scalata di Telecom Italia (e sempre in difesa della Italianita'), ed ora chiamato da Silvio a creare la nuova compagnia aerea di bandiera (sempre per patriottismo, naturalmente!) e' stato intervistato dalla Gabanelli.

La Milena che e' Giornalista (di quelli veri, cioe') ha chiesto al Grande Patriota Imprenditore dove fosse scritto che i soci della C.A.I. si sarebbero impegnati a non vendere per 5 anni le loro partecipazioni. "Sullo statuto", la risposta. Al che la Gabanelli che ha lo statuto d'avanti gli fa notare che non c'e' scritto da nessuna parte questo: Colaninno, scandalizzato, fa finta di cercare sullo statuto tale norma certamente presente. La Milena incalza facendogli notare pure che la C.A.I. e' registrata come impresa di passamaneria. Grasse risate dell'interessato.

Saturday, October 4, 2008

Liberisti ieri, Keynesiani oggi

Visto che sono impegnato nell'affannosa ricerca di un nuovo lavoro che non includa servitu' della gleba nel contratto probabilmente questo blog ricevera' pochi aggiornamenti per un po' ... Nel frattempo però possiamo dilettarci con la miracolosa metamorfosi degli imprenditori da liberisti sfegatati a keynesiani para-statalisti impenitenti. La ricetta della Marcegaglia è la solita: opere pubbliche commissionate dallo Stato, ossia dai contribuenti ed, in definitiva, visto che di soldi non ce ne sono, con il debito pubblico.

L'unica costante è sempre e soltanto la solita: i profitti a loro, le perdite a tutti gli altri. E non si tratta di essere para-comunisti: si tratta di rispettare le regole piu' elementari della convivenza civile, che valgono sempre e per tutti. 

Ma oramai abbiamo un presidente del consiglio il cui successo segna un esempio nella direzione opposta. Ne "La Repubblica" di Platone (Libro I) tale Trasimaco afferma che la giustizia è semplicemente quello che conviene al piu' forte: una perfetta ingiustizia. Esattamente il nostro caso. E che non si parli di emergenza che tutto giustifica: il casino in cui siamo stati infilati è proprio figlio di tali comportamenti infami. Vi rivolgereste voi al vostro truffatore per aiuto?

Thursday, September 25, 2008

Le tariffe

Smosso dall'intervento del dr. freeman, mi sono deciso a vedere nei fatti come le offerte di Lufthansa e Alitalia si confrontano in tratte interne. Quindi prendiamo due tratte che saranno trafficate in entrambi i paesi (probabilmente in Italia un po' di piu' visto che fa gola a tutti gli avvoltoi che stanno orbitando intorno alla carogna di bandiera):
  • Roma (Fiumicino) - Milano (Orio al Serio e Linate) per Alitalia
  • Monaco di Baviera - Berlino (Tegel) per Lufthansa
Sul sito di Alitalia scopriamo che per Milano Orio al Serio (1h e 15 min)  si pagano solo 106,57 euro (ma Orio a Serio e' a Bergamo un po' fuori mano ...):



Per Milano Linate (1h e 10 min) invece ben 325,57 euro (e stiamo parlando di una aereoporto a portata di cittadino):



Lufthansa invece come si comporta? 128 euro per andare da Monaco a Berlino (1h e 5 min) e dove l'aereoporto e' praticamente in citta':



E la CAI che tariffe fara' in un regime di monopolio? Simili a quelle di Lufthansa o simili a quelli della Alitalia, priva anche della concorrenza di Airone? Ai posteri l'ardua sentenza (ma non si vince nulla se indovinate sin da ora).

Wednesday, September 24, 2008

Pillola

In nome dell'Italianita' Silvio vuole Lufthansa. Franza o Alemagna, basta che ce se magnano.

Tuesday, September 23, 2008

Ammainabandiera

Francamente questa storia di Alitalia meriterebbe di sprofondare nel silenzio che deve accogliere le proposte troppo disprezzabili per considerarle degne di attenzione. Tuttavia, visto che la norma non appartiene alla realta' del Paese, parliamone.

L'attuale presidente del consiglio ha, durante le trattative di vendita ad Air France, turbato il libero accordo tra le parti dicendo che c'era una cordata di imprenditori italiani pronti a rilevare Alitalia a condizioni molto migliori di quelle di Air France, giudicate indegne ed accusando il Governo Prodi di svendere la sacra Compagnia di Bandiera. Tutto falso ma e' bastato ai sindacati per tirarsi indietro e ai francesi per ritornare sulle proprie posizioni di "aspettiamo il prossimo governo".

Nel frattempo ha scucito 300 mln di euro al governo uscenteper far tirare a campare ancora un po' la "compagnia di bandiera", in attesa di prendere le redini.

Eletto presidente, la cordata e' scomparsa per ritornare minacciosa ad agosto: la Compagnia Aerea Italiana. Formatasi (nell'oscurita' opaca del nostro sistema finanziario dominato dal conflitto di interessi) da un gruppo di finanzieri, speculatori e palazzinari che nulla sanno di aviazione, il suo unico obbiettivo e' ottenere il favore del potente di turno per ottenere gli appalti di Milano Expo 2015.

Questi signori hanno ottenuto che i debiti se li accolli la collettivita' e che loro possano agire in termini di monopolio sulle tratte nazionali, forzando i lavoratori ad accettari abbondanti decurtazioni sugli stipendi e cosucce come il 25% dell'organico piloti soggetto ad essere rimpiazzato da piu' economici colleghi stranieri. O cosi' o fallimento.

Aggiungiamo che Airone si fonderebbe con Alitalia portando una ricca dote aggiuntiva di 1 Mld di euro di debiti

Dovremmo essere felici di liberarci di questo carrozzone ma il circo mediatico invece prentende che invece noi si debba tifare per la vittoria di un nuovo monopolista privato che possa spennare la collettivita' per il suo vantaggio.

Francamente e' un po' troppo, persino per noi che siamo abituati ad un meno peggio sempre peggiore.

Wednesday, September 17, 2008

I liberisti

I liberisti sono quelli che il mercato e' competizione e selezione, implicita ed oggettiva meritocrazia. 
I liberisti sono quelli che negli anni '90 invocavano "Piu' mercato, meno Stato" implicitamente suggerendo "Piu' efficienza, meno sprechi".
I liberisti sono i privati che invocano la concorrenza quando non c'e'.
I liberisti sono i privati che vogliono liberare il loro genio imprenditoriale senza i lacci di regole superflue.
I liberisti sono anche i finanzieri della globalizzazione, di quelli che tagliano i costi ed esportano i capitali nei paradisi fiscali.
I liberisti sono i manager che intascano le stock options quando le aziende da loro dirette falliscono.
Liberisti sono i top manager della Enron che si sono presi 25 anni di carcere ciascuno per il crack dell'azienda.
Liberisti sono Tremonti e Silvio che invocavano il Mercato come Promessa Salvifica quando si trattava di spartire il bottino delle grandi aziende pubbliche.
Liberisti sono l'ex-comunista D'Alema e l'ex-socialista Amato ai tempi della merchant bank a Palazzo Chigi.
Liberisti sono Colaninno, Tronchetti Provera e Ligresti.
Liberisti sono quelli che nel 2008 invocano l'intervento dello Stato a salvare le aziende dalle loro stesse speculazioni.
Liberisti sono gli imprenditori patriottardi che si appellano all'italianita' quando si rendono conto che con gli stranieri, senza lo sponsor politico, non ce la fanno.
Liberisti sono quelli che non capiscono una mazza di aviazione ma si sono iscritti alla cordata per alitalia perche' cosi' avranno la parte di bottino per l'Expo 2015 di Milano.
I liberisti sono quelli che in tempi di abbondanza voglio tutto ed in tempo di carestia non vogliono dare niente.
I liberisti sono quelli che se gli va bene "e' merito mio" e se va male "e' colpa degli altri".

Liberista e' sinonimo di furbastro. Ma invece di essere punito lui, viene punita la collettivita' di sciocchi che ha creduto al facile guadagno. Quelli che credono alle favole come il fatto che possano esistere Paesi che fabbricano e paesi da terziario avanzato. 

"Liberista" e "liberismo" sono stati in questi anni solo delle etichette per una truffa finanziaria su scala globale. Ed oggi la realta' presenta il conto. Se non state tremando, dovreste iniziare perche' questo "non e' la fine e nemmeno il principio della fine ma forse la fine del principio".

Wednesday, September 10, 2008

Il tratto di penna


Il tratto di penna cambia la vita. La riforma della giustizia potrebbe semplicemente ridursi ad esso. Invece che un tortuoso percorso di riforma costituzionale in cui, tra vari arzigogoli e cavilli (povera Carta!), si sarebbe proclamato, dietro la scusa della separazione delle carriere tra giudici e PM, obbligatorieta' dell'azione penale, etc etc.:

Art 1 Redux: Silvio ed i suoi amici sono immuni dalle leggi.

avremo una semplice modifica, per legge ordinaria, dell'articolo 327 del codice di procedura penale:

Art. 327: "Il pubblico ministero dirige le indagini e dispone direttamente della polizia giudiziaria che, anche dopo la comunicazione della notizia di reato, continua a svolgere attività di propria iniziativa"

Ossia il PM dispone della polizia giudiziaria per svolgere le indagini secondo previsto dalla costituzione (e quindi avendo, in teoria, l'obbligo di perseguire tutti i reati e senza rendere conto al potere politico). In cosa consiste la modifica? Leggiamo l'equivalente:

Art. 327 Redux: "Il pubblico ministero dirige le indagini e dispone direttamente della polizia giudiziaria che, anche dopo la comunicazione della notizia di reato, continua a svolgere attività di propria iniziativa"

Quindi le indagini le farebbe la polizia, che notoriamente dipende dal ministero dell'Interno, quindi dal Governo, ossia dai politici che potranno quindi ordinare di indagare questo piuttosto che quello o semplicemente chiudere un occhio. Per minare definitivamente ogni possibilita' di collaborazione possiamo modificare anche l'Art. 347:

Art. 347: "Acquisita la notizia di reato, la polizia giudiziaria, senza ritardo, riferisce al pubblico ministero".

Ops, la polizia potrebbe omettere di collaborare con il PM o anche mettergli i bastoni tra le ruote! Geniale. Ora sappiate che gli autori di questa proposta sono Violante (uno dei dialoganti dell'opposizione) e Ghedini (l'avvocato di Silvio, parlamente che si fa le leggi per il suo padrone e verso guardasigilli).

Ah, come ciliegina sulla torta: avete sentito la polemica sul Fascismo male assoluto / Fascismo traviato dal Nazismo di questi giorni. Il PD ha alzato la voce su questo tema! Non sui vari lodi salva-silvio/Infanga-la-repubblica! La persona normale che e' in me si indignerebbe di fronte a tale miopia ma oramai sono abbastanza navigato da capire che stanno solo recitando la parte. La solita parte di alzare il polverone per nascondere l'inciucione. Ma oramai il copione e' vecchio e questi oramai sono in loop: pensano che i cittadini siano fessi. E che lo rimarranno.

Thursday, September 4, 2008

La predica

Mariastella Gelmini e' un astro nascente di Forza Italia (ora PdL) ed oggi e' Ministro dell'Istruzione e come tutti i ministri dell'Istruzione e' presa da una irrefrenabile necessita' di riformare la scuola. Quello che mi interessa oggi e' il fatto che nel 2001 ha dovuto sostenere l'esame di abilitazione come avvocato. Per chi non lo sapesse questo esame si tiene presso la sede regiolare di appartenenza dell'ordine tuttavia, a quanto pare, e' possibile sostenerlo anche in regioni differenti da quelle in cui si esercitera'.

 Ed ovviamente, esistono sedi dove l'esame e' tosto e la selezione ardua e sedi dove l'esame e' una formalita' se non proprio una truffa. Indovinate la nostra ministra, paladina di disciplina ed educazione civica a scuola, per cosa optato? Per sostenere l'esame nella sua Brescia, nel profondo Nord? Ovviamente no: a Reggio Calabria, la capitale del record di ammessi. Insomma, una furbetta: lo facevan tutti, perche non io?

Non posso che concordare con le conclusioni di Gian Antonio Stella:
Da oggi, dopo la scoperta che anche lei si è infilata tra i furbetti che cercavano l'esame facile, le sarà però un po' più difficile invocare il ripristino del merito, della severità, dell'importanza educativa di una scuola che sappia farsi rispettare. Tutte battaglie giuste. Giustissime. Ma anche chi condivide le scelte sul grembiule, sul sette in condotta, sull'imposizione dell'educazione civica e perfino sulla necessità di mettere mano con coraggio alla scuola a partire da quella meridionale, non può che chiedersi: non sarebbero battaglie meno difficili se perfino chi le ingaggia non avesse cercato la scorciatoia facile?

Tuesday, September 2, 2008

Chrome

(da http://www.google.com/chrome)

Per chiunque stesse vivendo sulla Luna è uscito Chrome, il browser di Google. Costruito ex-novo per le nuove applicazioni web (riusando asset di altri progetti Open Source, come WebKit e Mozilla) e basato su un'architettura multiprocesso, sicuramente si appresta a spaccare di brutto. Tuttavia, mi ha colpito il fumetto che lo illustra: un esempio mirabile di semplicita' espositiva, divulgazione di problemi & soluzioni e anche di dare spazio ai singoli sviluppatori. Una filosofia anniluce distante dalla stantia mentalita' enterprise che domina nelle organizzazioni che conosco, tutte prese da management.

Potete scaricarlo da qui. Solo per Windows al momento :(

Monday, September 1, 2008

Il Pirata ed il cacciatore

Ad agosto la Georgia ha invaso le piccole repubblichette secessioniste di Abkazia e Ossezia del Sud contando di farla finita prima che la Russia, grande sponsor del divide et impera nel Caucaso e autoproclamatasi difensore dei due statarelli, potesse intervenire. I Russi che non aspettavano altro ed hanno contrattaccato e quasi preso Tbilisi prima che le pressioni internazionali li costringessero a non infliggere il colpo finale al regime filo-americano del presidente Saakashvili (ma qualche alleato meno instabile no?). Il braccio di ferro e' continuato quando, ritardando il piu' possibile il ripiegamento delle loro truppe vittoriose, i Russi hanno deciso unilateralmente di riconoscere l'indipendenza dei due stati secessionisti. A parti invertite, quello che accadde con Kosovo. Tutto per il petrolio ovviamente. Gli Stati Uniti hanno mostrato i muscoli ma l'Unione Europea ha assunto una posizione conciliante: condanna di Mosca ma nessuna sanzione.

Come ha detto il ministro Russo: "l'Europa pensi ai suoi interessi". Che sono l'avere una fornitura costante di materie prime visto che l'inverno si avvicina e la politica di Mosca diventa estremamente convincente in questi momenti. Silvio e' conciliante e frattini si cala le braghe, cercando di far finta che il carisma del premier possa fungere da mediatore tra UE ed il suo amicone Putin, cacciatore della giungla (a quando Silvio che salva i bagnati da uno squalo con le sole mani nude?).

Sulla quarta sponda del mediterraneo, un blitz del nostro premier ha fatto si che, a spese dei contribuenti italiani, un'altra vittoria fosse sua garantendo
  • un impegno a fermare la partenza dei migranti (nome politicamente corretto per gli "invasori in mutande"), probabilmente rendendo la Libia un enorme CPT a cielo aperto.
  • piu' forniture di petrolio e gas "di ottima qualita'".
Il tutto al modico costo di 5 miliardi di dollari in 20 anni, principalmente in opere pubbliche da appaltare ai vari Ligresti & C. che in Italia hanno solo intoppi a causa delle troppe bocche partitiche da sfamare. Quello che avanzera' se lo spartira' il clan di Gheddafi, il pirata neo-barbaresco del XXI secolo. Almeno un po' si sorride.

Riassumendo: la Russia ricatta l'occidente sul petrolio. La Libia ricatta l'Italia con petrolio e ondate umane. L'Unione Europea si piega a 90 gradi rispetto alla Russia perche' ha le mani legate. E l'Italia si piega a 90 gradi per prenderla da Gheddafi e da Putin, amici di Silvio.

Friday, August 29, 2008

Missione Compiuta

Udite! Udite! La Compagnia Aerea Italiana e' esente dalle leggi anti-trust. Ripeto: niente regole anti-monopolio per la nuova Alitalia, compagnia privata in mano ad un gruppo di imprenditori amici del premier (o pelosamente "patriottici"). Ossia per andare, per esempio, tra Roma e Fiumicino, viaggeremo ai prezzi di un monopolista privato. Alla faccia del low-cost! Di piu': dicono pure che gli esuberi saranno assorbiti da altri carrozzoni para-pubblici (si parla di Poste S.p.A., in primis): ma come? Ai tempi della manovra modificarono la legge per evitare che dovesse assumere i precari erroneamente assoldati. Ora hanno modificato la legge sull'anti-trust per garantire un'associazione di privati. Ed in un modo o nell'altro i costi li paghera' la collettivita': la loro interpretazione di economia sociale di mercato.

Oramai si gioca con le parole in un mondo al contrario dove il criminale e' un perseguitato politico , chi pretende il rispetto delle leggi un giustizialista, l'imprenditore un gran furbastro che si tiene i guadagni e divide le perdite. "Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità": una massima eterna, quando le coscienze dormono.

Ricordate la famosa frase "Non metteremo le mani nelle tasche degli Italiani"? Ecco: fregano direttamente lo Stato. Umiliante.

Wednesday, August 27, 2008

Compagnia Aerea Italiana

La sapete l'ultima? La cordata degli imprenditori italici (dagli imprenditori con le pezze al culo come Tronchetti agli speculatori paramafiosi come Ligresti passando per le banche che si sono fatte le ossa scaricando sui risparmiatori i risultati delle loro speculazioni) si prendera' la newco con tutti gli asset di valore di Alitalia per due soldi mentre una badco si prendera' tutti i debiti ed i settori in perdita. Ovviamente quest'ultima dovra' fallire e indovinate i debiti chi li paghera'? Lo Stato, cioe' noi: giusto un altro miliardino di euro. Ovviamente questi tizi, non sapendo niente di aviazione civile, ora cercheranno di negoziare con un grande soggetto internazionale (Air France? Lufthansa?) che possa gestire il tutto: ossia questa newco sara' una compagnia regionale priva di importanza, inventata soltanto per cercare di salvare la faccia al Premier che ovviamente dovra' compensare in qualche modo questi suoi amici imprenditori (per es., ricordate che Ligresti e' a capo di Impregilo che ha l'appalto per il ponte sullo Stretto?).

Di piu': questi signori potranno rivendere la compagnia tra un anno, possibilmente guadagnandoci su. Insomma il solito capitalismo all'Italiana dove le perdite sono pubbliche e i profitti privati. E tutto questo successo per il Paese con solo 7000 esuberi nel personale! Venghino signori e signore al Circo Silvio & Co. dove nani e ballerine incantano il pubblico con manovre a 90 gradi tra gli applausi fragorosi di giornali e TV.

Oramai e' assodato che la tendenza di questo blog non e' favorevole all'attuale Governo e alla sua maggioranza parlamentare (ma una volta non era il governo che era espressione della maggioranza?) ma anche soltanto attenendoci ai fatti nudi e crudi, senza fare collegamenti con il recente passato (si sa che la memoria e' esiziale per i criminali), ancora una volta abbiamo la prova che sono piu' che incapaci: manifestamente in malafede. Ne vedremo delle belle da quest'autunno in avanti. E chissa' che finalmente inizi la parabola discendente dell'amico di Putin. PDmenoelle permettendo.

Saturday, August 9, 2008

Ad Agosto ...


Che dire? "D'Agosto blog mio non ti conosco" ;) A parte gli scherzi, facciamo un po' il punto, in Italia e nel mondo (si parla di geopolitica qui!)

Cominciamo, nella migliore falsariga di provincialismo, con i fatti nostrani: Silvio a Settembre si proclamerà (tramite decreto) Dominus e concederà a tutti il diritto di prostrarsi per omaggiarlo di modo che possa lavorare nella migliore predisposizione d'animo possibile per i suoi sudditi, ossia gli approvatori del Listone.
Il Paese intanto andrà allo sfascio perchè in un mondo globalizzato oramai noi siamo out, essendosi la nostra classe dirigente, mangiatasi il PIL, distribuendo panem et circenses alle plebi, costringendo all'esilio le menti più innovative, umiliando quelle rimaste e, in generale, approvando il principio che il merito non conta quando si ha un'amicizia importante. I servi del Dominus intratterranno il popolino.

Contemporaneamente l'opposizione sarà fatta da un comico con le sue proposte in tema di energia ed economia, un ex-magistrato per le normali basi della convivenza civile e da un giornalista ostracizzato per quanto riguarda l'ABC della comunicazione e trasparenza in una democrazia. Veltroni li condannerà in nome del dialogo. Berlusconi lo ringrazierà, apprezzerà il sedersi di D'Alema ad un tavolo con Cicchitto e il suo avvocato-capo Ghedini ed intanto farà i comodi suoi ben sapendo che per lui contano i risultati (a favore proprio) e l'altro non sa che vuole, oltre rimanere sulla poltrona del PD (ma su questo tema siamo aperti a proposte). Che casta!

Al rientro dalle vacanze ne vedremo delle belle. Intanto accontentiamoci di qual diavoletto di Putin che, apprezzando della spostamento dei media a Pechino, ne ha approfittato per mettere un pò di ordine nel Caucaso dove gli Occidentali stanno creando una testa di ponte in Georgia.

Queste si che sono "politiche energetiche" concrete, altro che le energie alternative!