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Monday, November 10, 2008

Victory of The West

Che storicamente la Battaglia di Lepanto (o meglio delle Isole Curzolari, visto che Lepanto si trova a 50 miglia nautiche dal luogo dello scontro) sia stato un evento epocale c'e' poco da discutere. Ma come si sia creata la Lega Santa, quale ruolo i compromessi, paure e rivalita' abbiano giocato nella costruzione di un'alleanza di Stati rivali e spesso in guerra tra loro, i vanti e le spinte personali dei singoli Capitani e cosa sia successo dopo quel fatidico 7 Ottobre 1571, lo racconta splendidamente Niccolo' Capponi in La Vittoria dell'Occidente

Mentre Famagosta resiste disperatamente sotto la guida di Marcantonio Bragadin, le trattative per la formazione dell'Alleanza vanno a rilento perche' i Veneziani intendono soccorrere Cipro mentre gli Spagnoli vorrebbero prendere Algeri  e Tunisi, basi dei corsari Barbareschi. La stessa definizione della suddivisione delle spese e' oggetto di aspre discussioni: Venezia, che sta sopportando i costi maggiori della guerra con i turchi, non vuole sborsare piu' della meta', il Re di Spagna, eternamente in bancarotta, non intende muoversi se il Papa non gli dara' i quattrini, visto anche il suo impegno nei Paesi Bassi contro i protestanti ribelli. I Francesi sono alleati dei turchi e la loro minaccia pesa sull'impegno spagnolo. Il tempo passa e Famagosta cade dopo eroica lotta.

La flotta turca nei pressi di Cipro e' ora libera di schierarsi nell'Egeo: i Veneziani temono che sia un preludio per l'invasione di Creta o un attacco diretto alla laguna. Gli Spagnoli ed il Papato credono in una prossima invasione del territorio Italiano, come gia' nel tentativo, poi abortito, a Otranto, quasi un secolo prima. La paura che la Serenissima possa fare la Pace con i turchi attraversa i circoli diplomatici europei. Pio V minaccia di scomunica se non si dovesse arrivare ad un accordo ed alla fine questo arriva. Le flotte iniziano a radunarsi a Messina per decidere il piano d'azione: comandante designato Don Giovanni d'Austria, fratellastro di Filippo II.  Le istruzioni del Re sono prudenti: non arrischiare la flotta ma l'ardimentoso Capitano generale la pensa diversamente. 

La flotta si muove a Corfu' dove riceve ulteriori rinforzi veneziani, comprese le armi segrete: le galeazze, che si riveleranno decisive. I Turchi escono da Lepanto e si schierano: le loro spie dicono che i cristiani sono divisi ed inferiori. I prigionieri presi dai Cristiani suggeriscono lo stesso. Entrambi gli schieramenti sono sicuri di avere davanti un avversario inferiore e cercano la battaglia.

Il massacro che ne consegue sembrera' strategicamente inconcludente nell'immediato in quanto l'Impero Ottomano ricostituira' rapidamente la sua flotta e diventera' piu' forte di prima. Venezia esausta accettera' pace che ratifica la fine di Cipro.  E quindi? Innanzitutto, dopo secoli di vittorie l'avanzata Ottomana fu finalmente fermata. Secondo, la dimostrazione della superiorita' delle artiglierie navali sulle vecchie tattiche di abbordaggio e corpo a corpo (come sara' dimostrato defintivamente nella sorte dell'Invicibile Armata). E Terzo che l'Impero Ottomano non e' piu' econmicamente in grado di mantenere sia un grande esercito che una grande flotta e scegliera' la superioriorita' terrestre: l'incapacita' di riformare la macchina statale sara' una palla al piede non secondaria nei secoli a venire. 

Se quindi la vittoria sembrera' effimera e le potenze occidentali non si dimostreranno in grado di sfruttare il successo su basi strategiche, simbolicamente Lepanto segna il cambio della marea: da qui a due secoli, l'Impero Ottomano diventera' un oggetto esotico mentre l'Occidente si avviera' alla sua dominazione globale

Tutto questo fino ad oggi ...

Monday, June 30, 2008

Tank man

Preso dai problemi giudiziari di Berlusconi, dai videogiochi, dal lavoro e dalla pigrizia mi era del tutto sfuggita una importante data di Giugno (sulla copertura dei media, lasciamo perdere). Tuttavia il mese non e' ancora finito e, grazie al web e youtube, possiamo provvedere con un fai-da-te.

Il 5 Giugno 1989 accadevano i fatti di piazza Tienanmen.

Il simbolo fu tank man, un semplice uomo della strada che si oppose, solo e disarmato, ai corazzati che si recavano a presidiare la piazza.


Per non dimenticare che gli eroi esistono davvero. Anche di questi tempi di fiction.

P.s.: no, i tag non sono in contraddizione.

Wednesday, June 18, 2008

Accadde oggi ... Waterloo

Dopo aver sconfitto gli Inglesi a Quatre Bras 2 giorni fa e i Prussiani a Ligny ieri, Napoleone decise di farla finita con Wellington che si stava trincerando a Waterloo: un grosso corpo di 30mila uomini, sotto il comando del Maresciallo Grouchy, fu inviato ad inseguire i Prussiani mentre Napoleone in persona dirigeva il grosso dell'Armee' verso il suo destino, avviandosi alla conclusione dei famosi Cento Giorni.

In campo 72,000 francesi contro 68,000 Inglesi e vari alleati (hannoveriani, olandesi, ...): Napoleone e' sicuro di se: se Grouchy mantiene il fiato sul collo ai Prussiani che non possono che ritirarsi che verso Est allora Wellington sara' da solo contro di lui. Ma Bluecher non e' di questa idea: l'anziano maresciallo e' deciso a tutti i costi a non perdere il contatto con gli inglesi mentre Grouchy manca di mordente e non si rende conto delle intenzioni prussiane. Solo alla fine della battaglia Grouchy si rendera' conto dell'errore e attacchera' la retroguardia Prussiana: ma per allora lo scontro principale sara' gia' terminato.

A Waterloo lo scontro e' ritardato dal terreno, inzuppato dalla pioggia caduta durante tutta la notte, che rallenta il posizionamento dell'artiglieria. L'assalto francese investe la grande fattoria di Hogoumont, dove gli Inglesi si sono ben fortificati e non intendono cedere la posizione: battaglioni su battaglioni di ambo i lati affluiscono ad alimentare lo scontro: Napoleone in persona ordina il bombardamento a tappeto della posizione di cui, alla fine, rimarra' in piedi solo la torre della cappella.

Frattanto la battaglia infuria, ora, su tutto lo schieramento, particolarmente al centro dove, prima di mezzogiorno, un pesante bombardamento fa da prepasarazione per la fanteria che si lancia nel primo assalto: dense le fila francesi rallentate dal terreno ancora inzuppato, fitto il fuoco dei fucilieri inglesi ben protetti dai muretti a secco e dal terreno soprelevato, alte le perdite degli attaccanti. Queste inutili perdite si faranno sentire presto. Per ore si succedono ondate su ondate. Ad un certo punto le truppe alleate iniziano a cedere: Wellington fa intervenire la cavalleria inglese e la situazione è ristabilita. I francesi sono fermati ma a quel punto Napoleone ordina la carica a Ney, il prode Ney. Come gia' a Friedland egli sara' decisivo. O, almeno, cosi' l'Imperatore spera.

Prima 4,800 cavalieri dalla riserva e della Guardia Imperiale, e, una volta respinti, 9,000 divisi in 67 squadroni: la marea francese si infrange inutilmente sui quadrati della fanteria inglese.


L'Imperatore e' nervoso. Questo scontro gli sta portando troppo tempo e gli sta costando troppo: egli sa che il Reno sta per essere attraversato dagli Austro-russi. Deve farla finita ora. I francesi ripartono all'attacco: particolarmente furioso al centro, presso La Haye Sainte. Ney in persona, dopo il fallimento della sua carica, prende il comando. L'impresa ha successo: gli Inglesi ripiegano. Sembra fatta: molti dicono che se Napoleone avesse sfruttato questo successo gettando in campo le sue riserve, tra cui la Vecchia Guardia, l'Invincibile Guardia, si sarebbe assicurato la vittoria . Ma l'Imperatore tentenna: le perdite sono gravi e non vuole incrementarle ulteriormente sacrificando i suoi migliori perchè crede che gli inglesi aspettino solo il colpo di grazia e che ce la si possa cavare solo riordinando le fila delle truppe già impegnate. Questa pausa gli costerà la vittoria.

Infatti alla sua destra appaiono i Prussiani di Buelow, seguiti dal corpo di Thielmann. Napoleone dispone contro di loro la Giovane Guardia e le sue riserve. Inutilmente egli manda a chiamare Grouchy (ma il maresciallo, pur avendo sentito il rombare del cannone a Waterloo, non si e' mosso e solo nel tardo pomeriggio dirigera' verso la battaglia, oramai terminata). Tuttavia i Prussiani non sono ancora in campo con tutte le loro forze: dopo averli tamponati, egli gioca il tutto per tutto contro gli inglesi e alle 1930 della sera inizia l'attacco della Vecchia Guardia.

Ma nulla possono questi veterani: falcidiati dal preciso fuoco di infilata dei nemici e contrattaccati alla baionetta, dopo una mischia sanguinosa, vacillano e rompono le righe. E' la fine.

La ritirata della Vecchia Guardia si trasforma in una rotta generale. Gli alleati convergono verso La Belle Alliance. Li', la guardia si forma in quadrato : Napoleone stesso prende il comando del quadrato di sinistra, contando di poter riordinare gli sbandati: ma è inutile ed i suoi lo convincono che la partita è persa e deve mettersi in salvo. I reparti, pur circondati, tengono duro: alla richiesta di arrendersi il generale Cambronne, pronuncia la famosa risposta:

"La Garde meurt, elle ne se rend pas!"

Il fuoco dei cannoni inglesi, portati ad alzo zero, chiude la partita. Wellington e Bluecher si stringono la mano sul campo di battaglia mentre, con il suo esercito disintegrato, Napoleone fugge verso Parigi e si appresta a concludere tristemente in esilio la sua vicenda.